Meduproject - For Cultural Heritage Projects
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2009 Ravenna-Athens: Photos of Classical Antiquities in the Archives of the Benaki Museum of Athens (1880-1930)

mostra fotografica
18-30 maggio 2009
lunedì-sabato ore 9.00-13.00

Palazzo dei Congressi
Ravenna, Largo Firenze

La mostra nasce dalla collaborazione tra il Museo Benaki (direttore Prof. A. Delivorrias) e il Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali dell’Università di Bologna (direttore Prof. A. Pompilio), e presenta frutti del lavoro di catalogazione e digitalizzazione di fotografie svolto da M. Zaccarini negli Archivi Storici del Museo Benaki (Atene, 2.iv-3.ix.2007, tutor Dott.ssa V. Telikas) nell’ambito di un progetto “Leonardo Da Vinci” della Comunità Europea, coordinato e cofinanziato dalla Provincia di Ravenna, dal Consorzio Provinciale per la Formazione Professionale di Ravenna (Dott.ssa S. Rivola), dal Polo Scientifico-Didattico di Ravenna dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna (Prof.ssa E. Marchetti) e dal SIDI-Eurosportello della Camera di Commercio di Ravenna nell’ambito del progetto “Sviluppo di una rete europea a sostegno della conservazione e tutela del patrimonio culturale e ambientale”. Il coinvolgimento del Museo Benaki e il tema del tirocinio “Inventariazione e digitalizzazione di materiale fotografico negli Archivi Storici del Museo Benaki di Atene” furono proposti e sostenuti dal Prof. A. Nanetti, che ha seguito M. Zaccarini durante tutto il tirocinio fino alla realizzazione della mostra.

Gli Archivi Storici del Museo Benaki di Atene conservano centododici fotografi e delle Feste Delfi che organizzate da Angelos Sikelianos e da Eva Palmer negli anni 1927 e 1930. Le fotografie, depositate insieme a quattro diversi archivi famigliari, costituiscono un caso esemplare di come l’inventariazione e la digitalizzazione di testimonianze fotografiche relative alle memorie della Grecia classica possano divenire un luogo critico privilegiato per un’indagine tanto delle testimonianze archeologiche quanto della tradizione dell’antico tra Otto e Novecento.Questa mostra fotografica (Ravenna e Atene 2009), realizzata dal dott. Matteo Zaccarini, è un momento di dialogo interdisciplinare tra archivisti, storici della fotografia, contemporaneisti e studiosi di storia, archeologia, drammaturgia e letteratura greca. Il lavoro si propone come un progetto pilota fi nalizzato alla realizzazione di un’infrastruttura internazionale di censimento, indicizzazione e archiviazione delle immagini analogiche di beni archeologici greci conservate in archivi storici.
Andrea Nanetti

Il Museo Benaki

Il Museo Benaki fu fondato nel 1930-31 da Antonis Benakis (1873-1954), imprenditore, collezionista e filantropo sulle orme del padre Emmanuel (1843-1929). La decisione di donare alla nazione l’archivio della famiglia Benakis diede vita a quello che ancora oggi è il più grande museo privato di Grecia. La sede storica, che tuttora ospita gli uffici di direzione e la collezione principale, si trova su Vas. Sofias ed è l’edificio neoclassico che fu residenza principale della famiglia Benakis ad Atene. Con un totale di sei sedi attive ed una settima in allestimento, dislocate nell’area urbana e suburbana di Atene, il Museo è in continua espansione grazie all’acquisizione ed alla donazione di fondi privati. Dal 1973 è diretto dal Prof. Angelos Delivorrias, che ha attuato una decentralizzazione tematica delle  oggi articolate in una sede espositiva centrale, due sedi di Arte ed Architettura Moderne, una Collezione Islamica, un Laboratorio di Arte Pittorica, quattro Archivi (Fotografico, delle Arti Sceniche, di Architettura Neoellenica, e gli Archivi Storici), una biblioteca. Il patrimonio del Museo Benaki spazia cronologicamente da beni archeologici di epoca classica fino ad oggetti contemporanei, con particolare attenzione alle testimonianze riguardanti la vita sociale, politica, militare e culturale greca a partire dal periodo della guerra d’indipendenza (1821-1832) che portò alla liberazione della Grecia dal dominio ottomano.
Gli Archivi Storici sono unici per natura in quanto al contempo sede museale ed archivistica. Dal 1994 sono situati nell’esclusivo demo suburbano di Kifissia, nella casa appartenuta a Penelope Delta (1874-1941), sorella di Antonis Benakis. Questa sede del Museo raccoglie manoscritti, stampe, fotografie, materiale audiovisivo ed oggetti personali legati a personaggi ed eventi di particolare rilevanza nella storia greca. Il lavoro di digitalizzazione del patrimonio fotografico degli Archivi Storici è stato eseguito dal Dott. Matteo Zaccarini in occasione del Progetto Leonardo da Vinci 2007, realizzato con il sostegno della Comunità Europea, coordinato e cofinanziato dalla Provincia di Ravenna, dal Consorzio Provinciale per la Formazione Professionale di Ravenna (Dott.ssa S. Rivola), dal Polo Scientifico-Didattico di Ravenna dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna (Prof.ssa E. Marchetti) e dal SIDI-Eurosportello della Camera di Commercio di Ravenna. Il tema del tirocinio “Inventariazione e digitalizzazione del materiale fotografico conservato negli Archivi Storici del Museo Benaki di Atene” furono proposti dal Prof. Andrea Nanetti in collaborazione con la curatrice degli Archivi, Dott.ssa Valentini Tselikas, nell’ambito del progetto “Sviluppo di una rete europea a sostegno della conservazione e tutela del patrimonio culturale e ambientale”

Matteo Zaccarini

Fotografie di monumenti archeologici classici e medievali

All’interno di numerosi fondi fotografici famigliari conservati negli Archivi Storici del Museo sono presenti occasionalmente fotografie che documentano le condizioni di monumenti archeologici greci. Tra queste sono stati selezionati 26 scatti di particolare rilevanza per il loro interesse archeologico e valore estetico. Si tratta di fotografie eterogenee per tecnica e datazione, di natura per lo più amatoriale: la maggior parte difatti ritrae, insieme ai monumenti, uno o più personaggi della famiglia che aveva eseguito o commissionato lo scatto. Alcune delle fotografie dimostrano un’esecuzione tecnica professionale, appannaggio delle famiglie greche facoltose che all’epoca potevano permettersi tale forma di lusso.

Da un punto di vista tecnico, l’importanza di queste fotografie è data dallo stato di conservazione e dai lavori di restauro documentati. Si tratta di fasi non più visibili, alle quali sono spesso seguiti interventi di tipo distruttivo o comunque privi di rigore scientifico, ai quali tuttora si cerca di porre rimedio tramite nuovi lavori di restauro e risistemazione dei monumenti. Tutte le fotografie di questa sezione sono state scattate tra gli ultimi due decenni del XIX secolo e la metà degli anni Venti del XX secolo. Matteo Zaccarini

Matteo Zaccarini

Le Feste Delfiche (1927, 1930)
di A. Sikelianos ed E. Palmer

Il 9 e il 10 maggio 1927, sotto un cielo nuvoloso e in clima di grande fermento, nel teatro del sito archeologico di Delfi tornarono a risuonare, dopo secoli di silenzio, antiche musiche e parole. Nella drammatica e solenne cornice creata dalla natura e dalle rovine di quello che fu il “centro del mondo”, la tragedia eschilea del Prometeo Incatenato fu l’evento cardine delle rinate Feste Delfiche, impressionando e commuovendo un pubblico che aveva colmato fino al limite gli spazi del teatro.

Ideatori e organizzatori di questo evento unico furono Angelos Sikelianos (1884-1951), tra i massimi esponenti della poesia neogreca del XX secolo, e la moglie Eva Palmer (1874-1952), devota studiosa di archeologia e drammaturgia antiche. Nel corso della sua carriera, Sikelianos aveva tratteggiato l’Idea Delfica: costituire una comunità di uomini e donne illuminati nello spirito e nella mente, che sotto la guida della grande cultura greca classica generasse e diffondesse un messaggio di istruzione, prosperità, pace e dialogo, superando i particolarismi ed i conflitti razziali, religiosi e culturali. Eva Palmer, facendo propri i propositi del marito, aveva curato pressoché da sola la realizzazione di questo ideale, organizzando l’evento che doveva costituire il primo e grandioso passo verso l’Idea: la rinascita delle Feste sacre che avevano costituito momento di incontro e pace nelle turbolente vicende della Grecia antica. In anni in cui l’interesse per le rappresentazioni teatrali classiche in Europa era appena agli albori, e in Grecia era del tutto trascurabile, il lavoro di Eva Palmer fu in massima parte pionieristico. Ella realizzò ogni aspetto delle Feste, ispirandosi per lo più a costumi, oggetti e pose osservate sulle pitture vascolari classiche interpretate secondo la propria sensibilità personale. Il Prometeo Incatenato di Eschilo fu accompagnato da eventi di contorno costituiti da agoni sportivi nello stadio antico, che vide atleti cimentarsi in prove fisiche, danze pirriche ed esibizioni in panoplia da oplita. Le Feste si chiusero in un tripudio d’entusiasmi che perdurò per mesi su giornali nazionali ed esteri, e nel 1930 grazie all’interessamento di Antonis Benakis l’evento fu replicato con mezzi ancora maggiori, aggiungendo agli spettacoli un secondo dramma eschileo, le Supplici.

Tuttavia, per i Sikelianos l’evento fu un fallimento: non vi era stata alcun interesse né mobilitazione internazionale verso i principi dell’Idea. Il progetto fu abbandonato definitivamente, mentre Eva ed Angelos, rovinati economicamente, si separarono. Pur nel fallimento dell’idea che le aveva generate, il ricordo delle Feste Delfiche segnò a lungo una parte della vita culturale non solo greca, e contribuì peraltro a maturare un nuovo rapporto tra modernità e retaggio del mondo antico.

Gli Archivi Storici del Museo Benaki raccolgono un’ampia selezione di fotografie delle Feste Delfiche, provenienti dai fondi dei Benakis stessi e da donazioni delle famiglie di alcune delle stesse attrici che recitarono negli spettacoli teatrali. Molti degli scatti recano il marchio di un celebre studio fotografico di Atene dell’epoca, Nelly’s, che aveva curato la documentazione fotografica ufficiale degli eventi.

Matteo Zaccarini

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